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Si svolgerà dal 23 al 27 agosto 2010, con ospitalità presso il rinomato palazzo Ca’ Zanardi, l’incontro del comitato ISO/IEC JTC 1/SC 35 (Interfacce Utente). L’organizzazione, sotto l’area di competenza di UNINFO, è svolta in loco da IWA ITALY (International Webmasters Association Italia), con il contributo di Microsoft Italia.
Il lavoro del comitato si focalizza sulla standardizzazione nel campo dell’interazione uomo-macchina, tra Utenti (comprese le persone che hanno necessità particolari) e Sistemi Informativi, comprendendo in quest’ambito anche dispositivi di interazione, con la priorità di considerare come fondamentali i requisiti del JTC 1 inerenti l’adattabilità culturale e linguistica.
Sono incluse le seguenti aree di internvento:
- Interfacce tra utenti e dispositivi come: tastiere, dispositivi di putamento (mouse), puntatori, penne elettroniche, dispositivi visuali e tipologie di input/output basate sul suono e sul tatto, con una particolare attenzione alle funzionalità;
- Regole per il controllo dei sistemi basate sulla voce, la visione, il movimento, i gesti, ecc.;
- Presentazione di soluzioni tecnologice, icone, simboli grafici, ecc. ;
- Sistemi di controllo del dialogo e della navigazione nell’interazione tra utenti e sistemi di assistenza e tutoring.
Dal 2001 il comitato SC35 ha prodotto 40 documenti tra standard pubblicati e technical report. SC/35, ai cui lavori partecipano 19 paesi attivi e 11 paesi osservatori è attualmente coordinato con segreteria affidata a AFNOR, Presitente Dr. Yves Neuville e segretario Mr. Philippe Magnabosco.
I lavori, come consuetudine ISO, saranno a porte chiuse. La delegazione italiana sarà rappresentata da Roberto Scano (Associazione IWA ITALY).
Tag: interfacce Web, ISO
Online le Linee guida per i siti web delle pubbliche amministrazioni. Il loro obiettivo è quello di suggerire criteri e strumenti utili alla razionalizzazione dei contenuti online, riducendo al tempo stesso il numero dei siti web pubblici ormai obsoleti. Tra gli obiettivi di una PA di qualità vi è infatti anche l’esigenza di fornire tramite web informazioni corrette, puntuali e sempre aggiornate nonché di erogare servizi sempre più fruibili a cittadini e imprese.
Il documento da un lato illustra i principi criteri generali per accompagnare le pubbliche amministrazioni nell’attuazione degli indirizzi contenuti nella Direttiva Brunetta n. 8 del 2009 (descrivendo gli interventi da realizzare ai fini del miglioramento della qualità del web), dall’altro definisce le modalità e i passi necessari per l’iscrizione al dominio “.gov.it” (che garantisce la natura pubblica dell’informazione e l’appartenenza di un sito a una pubblica amministrazione). Vengono altresì affrontati possibili percorsi operativi e le relative azioni che una pubblica amministrazione può intraprendere nel caso in cui gli interventi da porre in essere riguardino, ad esempio, la riduzione dei siti web e la razionalizzazione dei contenuti online. Una particolare attenzione è stata prestata nella definizione di una mappa di contenuti minimi che per legge i siti web istituzionali devono includere, di fatto semplificando il rispetto dei diversi adempimenti vigenti. Oltre a un inquadramento generale sui criteri e sugli strumenti per il trattamento dei dati e della documentazione pubblica, le Linee guida forniscono i principi generali per le pubbliche amministrazioni che vorranno confrontarsi su temi innovativi quali la customer satisfaction, le rilevazioni di qualità attraverso il benchmark tra amministrazioni, il confronto e l’interazione dei cittadini. Completano il documento una serie di approfondite appendici tecniche.
Le Linee guida per i siti web delle PA si collocano a pieno titolo nell’ambito delle iniziative di innovazione delle amministrazioni pubbliche promosse dal Ministro Renato Brunetta per realizzare un rapporto aperto e trasparente con i propri clienti e avviano, per la prima volta in Italia, un processo di “miglioramento continuo” della qualità dei siti web pubblici. Coerentemente con il dettato stessa della Direttiva Brunetta n. 8/2009, saranno aggiornate con cadenza almeno annuale e corredate da vademecum di approfondimento. In questo modo forniranno con continuità alle pubbliche amministrazioni i criteri guida sulle modalità di razionalizzazione, dismissione, gestione, sviluppo e diffusione dei loro siti web, tenendo anche conto degli avanzamenti e dei progressi tecnico-normativi in materia.
Il documento, elaborato in via preliminare da un gruppo di lavoro interno (composto da esperti del Dipartimento della Funzione Pubblica, del Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione tecnologica, di DigitPA e di FormezPA) è stato successivamente pubblicato online nell’aprile di quest’anno per una consultazione telematica durata due mesi e che ha registrato circa 17.000 accessi alle diverse sezioni del forum di discussione. I cittadini, le pubbliche amministrazioni, le associazioni di categoria e i fornitori ICT hanno così potuto esprimere liberamente la loro opinione sui principali contenuti e temi trattati. I riscontri e le indicazioni pervenuti durante questa fase di condivisione e confronto sono stati poi utilizzati in sede di revisione del documento iniziale.
Come associazione IWA ITALY siamo intervenuti nella fase di revisione del documento con segnalazioni inerenti incongruenze tecnico-legali, in particolare sull’uso non corretto del riferimento alle “certificazioni” EUCIP (ECDL avanzata) quale titolo di valutazione della professionalità degli operatori in rete. In questa nuova versione tale riferimento è stato rimosso a favore dell’individuazione di specifiche figure professionali.
Per saperne di più
IWA ha già iniziato a parlare per via indiretta di quella pratica riconosciuta sotto la sigla “dati aperti” , quel movimento mondiale che unisce sia il futuro dell’ E-government sia il futuro delle tecnologie Web e delle evoluzioni degli standard Web al servizio delle istituzioni, che si riconosce anche con la sigla Open Data.
Si pensi al VeneziaCamp e ai gruppi di lavoro sulle evoluzioni delle professioni Web: territori che inevitabilmente devono guardare al futuro e anticipare le tendenze verso cui stiamo andando, e visto che tra i compiti dell’associazione ci sono anche quelli di promuovere un uso consapevole degli standard e del Web in senso ancor più generale, mai tema è stato tanto attuale e tanto dirompente per creare consapevolezza nel futuro del Web e delle sue potenzialità.
Perchè l’Open Data e tutto quello che ruota attorno al tema dei dati aperti sta aprendo la strada ad implementazioni pratiche e assai comprensibili anche ai non addetti ai lavori degli standard relativi al Web semantico. Per creare consapevolezza attorno a questo tema non solo a livello politico, ma anche a livello associativo, IWA ha deciso di iniziare un percoso ufficiale anche nel suo blog.
Iniziamo quindi con un inquadramento generale per capire di cosa si sta parlando:
Con Dati aperti, comunemente chiamati anche con il termine inglese Open Data anche nel contesto italiano, si fa riferimento ad una filosofia, che è al tempo stesso una pratica, che implica che alcune tipologie di dati siano liberamente accessibili a tutti, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione. L’open data ha alla base un’etica simile a una tutta una serie di altri movimenti e comunità di sviluppo “open”, come l’open source e l’open access. Nonostante sia la pratica che l’ideologia che caratterizza i dati aperti sia da anni ben consolidata, con il termine “Open Data” si identifica una nuova accezione piuttosto recente e maggiormente legata a internet come canale principale di diffusione dei dati stessi.
Fonte: Dati Aperti, Wikipedia.
Se questo è il contesto generale, come IWA è corretto discutere del livello implementantivo di questi Open Data, che sempre riferendosi a Wikipedia, sono i Dati Collegati, o Open Linked Data:
I dati collegati (linked data in inglese) sono un aspetto del web semantico. Il termine dati collegati è usato per descrivere un metodo di esporre, condividere e connettere dati attraverso URI deferenziabili.
Tim Berners-Lee descrisse quattro criteri sui dati collegati[1]:
- Usare URI per identificare oggetti.
- Usare HTTP URI in modo che questi oggetti possano essere referenziati e cercati da persone e user agent.
- Fornire informazioni utili sull’oggetto quando la sua URI è dereferenziata, usando formati standard come RDF-XML.
- Includere link ad altre URI relative ai dati esposti per migliorare la ricerca di altre informazioni relative nel Web.
Chiudo questo primo post introduttivo, con un bel video di Sir Tim Berners Lee, che introduce proprio questo passaggio, quello dei Linked Open Data:
-> Tim Berners-Lee e il Web prossimo venturo
Tag: dati aperti, linked data, open data, open governement, open linked data, open source, standard web
La comunicazione istituzionale spesso pecca di tecnicismi che rendono difficoltosa la comprensione da parte del cittadino. Per tale motivo la Commissione Europea ha predisposto un documento che fornisce un decalogo di suggerimenti, applicabili a mio avviso anche alle nostre P.A.
Il personale della Commissione europea si trova a dover redigere documenti di diverso tipo. A prescindere dalla
loro natura – testo legislativo, relazione tecnica, verbale, comunicato stampa o discorso – documenti chiari risultano
più efficaci in quanto di più facile e rapida comprensione. Questa guida vuole essere un aiuto a scrivere in
modo chiaro, che lo si faccia nella propria madrelingua o in una delle altre lingue ufficiali, tutte lingue di lavoro
della Commissione come statuito dal regolamento n. 1/1958 del Consiglio (tuttora vigente).
La guida contiene dunque suggerimenti e non regole; all’atto di applicarli è bene tener conto delle finalità che il
documento si prefigge e del pubblico cui è destinato.
Ci sono tre buoni motivi per scrivere in modo chiaro:
- interagire in modo più efficace;
- ridurre la corrispondenza inutile;
- instaurare un clima costruttivo.
Ecco in sintesi le 10 regole:
- Chiaritevi le idee prima di cominciare a scrivere
- Pensate a chi legge — siate diretti e interessanti
- Curate la struttura del vostro documento
- Semplicità + brevità = chiarezza
- Siate coerenti — curate la logica delle frasi
- Eliminate i sostantivi superflui — i verbi rendono il discorso più scorrevole
- Siate concreti
- Preferite la forma attiva dei verbi — ed accertatevi che sia chiaro il soggetto
- Fate attenzione ai falsi amici, alle espressioni gergali e alle abbreviazioni
- Rivedete e controllate
Tag: scrivere per il web, UE








